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Villa Müller: Concepire in 3d

Aprile 4, 2008 ambrosinus 3 commenti

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Il 30 ottobre 1928 Frantisek Müller, ingegnere e titolare di un’impresa edile, siglò il contratto con Adolf Loos per la progettazione e realizzazione della propria residenza.

Nonostante Casa Müller fosse una delle opere “mature”di Adolf Loos, è abbastanza singolare leggere che il progetto fu bocciato ben dieci volte dalla commissione edilizia, sembrerebbe a causa di alcune norme concernenti la limitazione del suolo calpestabile della terrazza dell’ultimo piano e il relativo impiego dei locali distribuiti su questo stesso livello, sono da escludere contrasti sull’estetica dell’edificio.

«Costruisci come meglio puoi…

Non temere di essere giudicato non moderno…

Perché la verità,anche se vecchia di secoli,

ha con noi un legame più stretto della menzogna

che ci cammina al fianco»

Con questa citazione, Loos si pone in contrapposizione tra due linee di pensiero, quella dei “falsi moderni” e quella degli “Heimatkunstler” (difensori dell’arte nazionale), la prima intesa come adeguamento alle mode, la seconda come una ostentazione dell’attaccamento alle forme retrive. Loos individua una linea molto più chiara: la tradizione. Tradizione che secondo Loos si esprime attraverso un “tramandamento” del sapere di generazione in generazione proprio a proseguire quel cammino “classico” dal punto in cui si era interrotto.

mueller3.jpgChiavi di lettura

Cercherò di seguito di individuare sostanzialmente i tre subsistemi edilizi nei quali si può convenientemente suddividere il “sistema edilizio” in questione, tuttavia sarà inevitabile imbattersi in osservazioni di natura trattatistica e/o letteraria che personalmente mi hanno dato la possibilità di inquadrare più da vicino la concezione di casa Müller con una delle molteplici chiavi di lettura da essa possedute. Analogamente per l’analisi del sistema tecnologico l’antagonismo tra moderno e tecnologico mi consente di trovare in parte una risposta al forte impatto che si subisce quando per la prima volta si osservano le piante i prospetti e le sezioni di C.M. nonché l’opulenza cromatica e di volumi che si evince da alcuni scatti fotografici selezionati per la presente relazione.p_0010.jpg

Concezione tecnologica

Il concetto tecnologico di A. Loos, ma più propriamente della residenza presa in esame è da inquadrare in un’ottica differente dalla relazione moderno uguale attuale, nel senso di esprimere il più alto livello tecnologico attraverso l’impiego di tecniche e materiali considerati all’avanguardia per l’epoca, ma piuttosto alla luce del lavoro di Adolf Loos concordare col concetto di uso sapiente dei materiali che proprio in casa Müller raggiunge un grande effetto d’impatto su di un qualsiasi osservatore non necessariamente architetto. Dunque questo uso sapiente dei materiali, evoca un secondo significato di cui è intrisa la parola tekne, ovvero quello di episteme: il conoscere inteso nel suo senso più ampio, il “saperne di qualcosa, intendersene”, concetto che và a collidere con il senso di menzogna al quale si riferiva Loos nell’aforisma su citato che evidentemente gli permette di manifestare il suo dissenso sull’ornamento, che si sovrappone ai materiali e ne falsifica l’identità, in pratica tutto ciò che non ha nulla in comune con il senso tecnologico di Loos.

a cura di L. A.

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